Le aspre montagne alle spalle del resort di Villasimius sono state scelte all’inizio degli anni duemila per essere trasformate in un campo da golf. Il lavoro fu affidato al designer bergamasco Luigi Rota Caremoli, che ha dimostrato di essere un vero e proprio equilibrista dell’architettura dei campi da golf, visto che è riuscito a disegnare ben 18 buche su una proprietà grande poco più di 35 ettari tra pendii scoscesi e terreni aridi. Gli scorci sono tuttavia grandiosi, la penisola di Villasimius e in generale il Mar Tirreno fanno da suggestiva cornice a praticamente ogni buca del percorso.


La qualità del campo risente di tutte le costrizioni che il progetto ha dovuto affrontare e come conseguenza le buche risultano in generale molto strette e in media abbastanza corte, anche giocando dai back tee.

Le prime 9 buche sono state disegnate all’interno di una valle naturale che arriva fino al mare. Molti fairway sono stati realizzati creando delle terrazze sui fianchi delle montagne e all’esterno della zona con erba rasata le pendenze sono molto decise, tanto che ogni errore è fortemente penalizzato e il rischio di perdere molte palline è molto alto. Alcune buche sono comunque molto piacevoli da giocare e ben disegnate dal punto di vista strategico. La 2, par 4 caratterizzato da un green sopraelevato, richiede un approccio di estrema precisione, la 3 è un par 3 in discesa con una vista spettacolare verso il mare, la 9 è un lungo par 4 con dogleg verso sinistra e comprende un lago al suo interno.


La seconda parte del percorso è meno ricca di viste scenografiche , le buche corrono parallelamente una all’altra, risultando per questo abbastanza monotone.
Da segnalare solamente la buca 18, speculare alla 9 anche se un po’ più corta.

La vegetazione nella quale il percorso è immerso è tipicamente mediterranea: cespugli di vario genere, pini marittimi, ulivi e alcune palme sono stati utilizzati in maniera molto competente per integrare il percorso con il paesaggio meraviglioso della Sardegna sud-occidentale. Alcune piante entrano direttamente in gioco, soprattutto nelle prime 9 buche, fungendo da ostacoli che devono essere ben considerati nella decisione su quale tipo di colpo scoccare.




I green sono abbastanza mossi e di medie dimensioni, difesi in genere da una moltitudine di bunker, anche molto profondi. Gli ostacoli di sabbia nei fairway hanno invece sponde molto basse, così da rendere abbastanza agevoli i recuperi per i giocatori di alto livello.
I 4-5 laghetti che si incontrano durante il gioco sono ben posizionati e obbligano ad uno studio approfondito del colpo da eseguire quando ci si trova ad affrontarli; alla 9, alla 10 e alla 18 i laghi sono posizionati all’interno del dogleg, così che il golfista deve essere in grado di giudicare le proprie capacità e scegliere dove mirare per superare l’ostacolo.



Incastonato in un contesto paesaggistico unico il Tanka Golf Club è un campo progettato e costruito su una superficie troppo angusta per poter accogliere un moderno campo di alto livello; è tuttavia da notare come in alcune buche si possa trovare degli aspetti positivi, che, uniti gli scorci sul mare, obbligano ad una sosta il golfista che passa da questa parti.